La monografia - con un omaggio a Bufalino nel titolo - si sofferma su una serie di prosatori ottocenteschi e novecenteschi (critici, romanzieri, autori di racconti, saggisti) accomunati dal "filo rosso" di una concezione della scrittura quale espediente per cercare di dare forma al Caos e di arginare l’entropia che governa il mondo. La scrittura come "phàrmacon", dunque, nella duplice accezione greca di ‘rimedio’ e di ‘veleno’. E la prosa come consapevole scelta stilistica e formale, in quanto specchio di un pensiero che è sempre anche emozione.

Guarire il disordine del mondo. Prosatori italiani tra Otto e Novecento, con pref. di G. Traina

Panetta M
2012-01-01

Abstract

La monografia - con un omaggio a Bufalino nel titolo - si sofferma su una serie di prosatori ottocenteschi e novecenteschi (critici, romanzieri, autori di racconti, saggisti) accomunati dal "filo rosso" di una concezione della scrittura quale espediente per cercare di dare forma al Caos e di arginare l’entropia che governa il mondo. La scrittura come "phàrmacon", dunque, nella duplice accezione greca di ‘rimedio’ e di ‘veleno’. E la prosa come consapevole scelta stilistica e formale, in quanto specchio di un pensiero che è sempre anche emozione.
2012
978-88-7000-593-6
De Sanctis
Pellico
Bini
Settembrini
Graf
Capuana
Serra
Alvaro
Buzzati
Morselli
Sciascia
Brooks
Kermode
Brombert
Getto
Debenedetti
Ceserani
Crotti
Traina
Todorov
Propp
Lardo
Pedullà
Zago
Croce
Manzoni
Bufalino
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12607/69769
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
social impact