La monografia - con un omaggio a Bufalino nel titolo - si sofferma su una serie di prosatori ottocenteschi e novecenteschi (critici, romanzieri, autori di racconti, saggisti) accomunati dal "filo rosso" di una concezione della scrittura quale espediente per cercare di dare forma al Caos e di arginare l’entropia che governa il mondo. La scrittura come "phàrmacon", dunque, nella duplice accezione greca di ‘rimedio’ e di ‘veleno’. E la prosa come consapevole scelta stilistica e formale, in quanto specchio di un pensiero che è sempre anche emozione.
Guarire il disordine del mondo. Prosatori italiani tra Otto e Novecento, con pref. di G. Traina
Panetta M
2012-01-01
Abstract
La monografia - con un omaggio a Bufalino nel titolo - si sofferma su una serie di prosatori ottocenteschi e novecenteschi (critici, romanzieri, autori di racconti, saggisti) accomunati dal "filo rosso" di una concezione della scrittura quale espediente per cercare di dare forma al Caos e di arginare l’entropia che governa il mondo. La scrittura come "phàrmacon", dunque, nella duplice accezione greca di ‘rimedio’ e di ‘veleno’. E la prosa come consapevole scelta stilistica e formale, in quanto specchio di un pensiero che è sempre anche emozione.File in questo prodotto:
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