Nota di sintesi sul contributo scritto presentato all'interno dell'istruttoria parlamentare relativa allo schema di decreto ministeriale per l'approvazione della stima delle capacità fiscali per singolo comune delle regioni a statuto ordinario e della relativa nota metodologica per l'anno 2026. La memoria analizza l'impatto economico e sociale dei criteri di stima delle capacità fiscali dei comuni italiani per il 2026, evidenziando come la capacità di generare gettito non sia un valore neutro, bensì l'effetto di stratificazioni storiche, infrastrutturali e demografiche asimmetriche tra i diversi territori del Paese. Il documento si articola attorno a tre macro-considerazioni politiche ed economiche: Asimmetria di partenza: Viene sottolineato come i divari nella capacità fiscale riflettano direttamente i ritardi strutturali e logistici accumulati da alcune aree rispetto a quelle a maggiore densità industriale e infrastrutturale. Rischio di cristallizzazione dei divari: Si evidenzia il pericolo che un modello basato sulla mera registrazione quantitativa delle capacità fiscali esistenti possa consolidare le disuguaglianze locali, penalizzando i territori più fragili. Centralità dei LEP: Si ribadisce la necessità stringente di subordinare il completamento del federalismo fiscale alla definizione e al finanziamento uniforme dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), a tutela della coesione nazionale e della qualità dei servizi pubblici. La memoria si configura come un richiamo all'adozione di un federalismo cooperativo e non meramente contabile, capace di bilanciare l'autonomia locale con robusti meccanismi di perequazione e investimenti infrastrutturali mirati.
MEMORIA SCRITTA Atto del Governo n. 400) Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale Contributo di Pasquale Lampugnale – Imprenditore ed economista d’impresa
PASQUALE LAMPUGNALEWriting – Original Draft Preparation
2026-01-01
Abstract
Nota di sintesi sul contributo scritto presentato all'interno dell'istruttoria parlamentare relativa allo schema di decreto ministeriale per l'approvazione della stima delle capacità fiscali per singolo comune delle regioni a statuto ordinario e della relativa nota metodologica per l'anno 2026. La memoria analizza l'impatto economico e sociale dei criteri di stima delle capacità fiscali dei comuni italiani per il 2026, evidenziando come la capacità di generare gettito non sia un valore neutro, bensì l'effetto di stratificazioni storiche, infrastrutturali e demografiche asimmetriche tra i diversi territori del Paese. Il documento si articola attorno a tre macro-considerazioni politiche ed economiche: Asimmetria di partenza: Viene sottolineato come i divari nella capacità fiscale riflettano direttamente i ritardi strutturali e logistici accumulati da alcune aree rispetto a quelle a maggiore densità industriale e infrastrutturale. Rischio di cristallizzazione dei divari: Si evidenzia il pericolo che un modello basato sulla mera registrazione quantitativa delle capacità fiscali esistenti possa consolidare le disuguaglianze locali, penalizzando i territori più fragili. Centralità dei LEP: Si ribadisce la necessità stringente di subordinare il completamento del federalismo fiscale alla definizione e al finanziamento uniforme dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), a tutela della coesione nazionale e della qualità dei servizi pubblici. La memoria si configura come un richiamo all'adozione di un federalismo cooperativo e non meramente contabile, capace di bilanciare l'autonomia locale con robusti meccanismi di perequazione e investimenti infrastrutturali mirati.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
