La lettura ‘Diritto e terremoti. L’eruzione del Vesuvio e il bradisismo nei Campi Flegrei’ esplora il rapporto tra diritto e terremoto mettendo in evidenza come l'ordinamento giuridico in ogni epoca ha considerato l'evento sismico a carattere catastrofico dal quale sono derivati i danni a persone e cose un evento meritevole di apprezzamento e di disciplina. Nel diritto privato il terremoto è stato costruito come forza naturale alla quale non è possibile resistere, un principio pervenuto negli ordinamenti giuridici contemporanei di tradizione romanistica. Nel campo del diritto pubblico il terremoto è uno di quegli eventi che la mitosi che impongono allo stato di intervenire a tutela delle comunità colpite. La lettura mette in evidenza il carattere inscindibile tra storia diritto e terremoto, utile per ricostruire scenari di lunga durata sui fenomeni sismici. L'ambito territoriale considerato - italiano e Mediterraneo - è circoscritto all'area campana e si sofferma sugli eventi dell'eruzione del Vesuvio e del bradisismo che già in epoca romana hanno richiesto interventi statuali. Sappiamo infatti dalle fonti che dopo il terremoto del 79 è stata istituita una commissione per curare la ricostruzione nelle aree colpite alle falde del Vesuvio, zona di fatto abbandonata a vantaggio del popolamento della vicina città di Napoli. Già il territorio era stato oggetto di provvedimenti e di elargizioni a seguito del terremoto dell’anno 62. In genere gli strumenti che vengono utilizzati per contenere gli effetti del terremoto sono di natura economica e fiscale e di tipo edilizio, ricostruttivo. Le fonti relative all'area dei Campi Flegrei mostrano invece un adattamento del costruito che si pone come misura di prevenzione rispetto alla ricostruzione, ex adverso ben attestata in quel di Pompei e di Ercolano e di Stabia.

'Diritto, Storia, Terremoti. L'eruzione del Vesuvio del 79 e il bradisismo nei Campi Flegrei'

MV BRAMANTE
2026-01-01

Abstract

La lettura ‘Diritto e terremoti. L’eruzione del Vesuvio e il bradisismo nei Campi Flegrei’ esplora il rapporto tra diritto e terremoto mettendo in evidenza come l'ordinamento giuridico in ogni epoca ha considerato l'evento sismico a carattere catastrofico dal quale sono derivati i danni a persone e cose un evento meritevole di apprezzamento e di disciplina. Nel diritto privato il terremoto è stato costruito come forza naturale alla quale non è possibile resistere, un principio pervenuto negli ordinamenti giuridici contemporanei di tradizione romanistica. Nel campo del diritto pubblico il terremoto è uno di quegli eventi che la mitosi che impongono allo stato di intervenire a tutela delle comunità colpite. La lettura mette in evidenza il carattere inscindibile tra storia diritto e terremoto, utile per ricostruire scenari di lunga durata sui fenomeni sismici. L'ambito territoriale considerato - italiano e Mediterraneo - è circoscritto all'area campana e si sofferma sugli eventi dell'eruzione del Vesuvio e del bradisismo che già in epoca romana hanno richiesto interventi statuali. Sappiamo infatti dalle fonti che dopo il terremoto del 79 è stata istituita una commissione per curare la ricostruzione nelle aree colpite alle falde del Vesuvio, zona di fatto abbandonata a vantaggio del popolamento della vicina città di Napoli. Già il territorio era stato oggetto di provvedimenti e di elargizioni a seguito del terremoto dell’anno 62. In genere gli strumenti che vengono utilizzati per contenere gli effetti del terremoto sono di natura economica e fiscale e di tipo edilizio, ricostruttivo. Le fonti relative all'area dei Campi Flegrei mostrano invece un adattamento del costruito che si pone come misura di prevenzione rispetto alla ricostruzione, ex adverso ben attestata in quel di Pompei e di Ercolano e di Stabia.
2026
978-88-9326-286-6
diritto, terremoto, vis maior, obbligazioni, rischi catastrofali, politiche dell'emergenza, vulnerabilità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12607/79946
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