All’interno della biolinguistica, è maturato un nuovo approccio allo studio delle patologie del linguaggio, che tramite alcuni concetti chiave dell’evo-devo, analizza questi particolari aspetti dello sviluppo e dell’elaborazione delle lingue come finestra per la spiegazione dell’evoluzione funzionale del linguaggio. Sotto questa nuova luce, l’indagine dei deficit linguistici fornisce rilevanti informazioni circa il modo in cui si è evoluto il substrato biologico del linguaggio e come sia apparso nella nostra specie un cervello “pronto per il linguaggio” (Boeckx, Benìtez-Burraco 2014). L’ipotesi sostenuta è che i disordini del linguaggio possano essere interpretati come condizioni in cui la canalizzazione ha perso la sua lotta con le variazioni dello sviluppo. Queste particolari forme di linguaggio rappresenterebbero “resti” di stadi precedenti, meno complessi, dell’evoluzione del linguaggio. Vedremo nello specifico come gli automatismi lessicali del parlato afasico rappresentino indizi, informazioni circa un presunto stadio di protolinguaggio, e come il percorso di recupero del parlato da parte del paziente afasico possa essere inteso come un parallelo dell’evoluzione linguistica nella specie umana.
Biolinguistica ed evo-devo: come le patologie linguistiche spiegano l'evoluzione funzionale del linguaggio
Scianna C
2014-01-01
Abstract
All’interno della biolinguistica, è maturato un nuovo approccio allo studio delle patologie del linguaggio, che tramite alcuni concetti chiave dell’evo-devo, analizza questi particolari aspetti dello sviluppo e dell’elaborazione delle lingue come finestra per la spiegazione dell’evoluzione funzionale del linguaggio. Sotto questa nuova luce, l’indagine dei deficit linguistici fornisce rilevanti informazioni circa il modo in cui si è evoluto il substrato biologico del linguaggio e come sia apparso nella nostra specie un cervello “pronto per il linguaggio” (Boeckx, Benìtez-Burraco 2014). L’ipotesi sostenuta è che i disordini del linguaggio possano essere interpretati come condizioni in cui la canalizzazione ha perso la sua lotta con le variazioni dello sviluppo. Queste particolari forme di linguaggio rappresenterebbero “resti” di stadi precedenti, meno complessi, dell’evoluzione del linguaggio. Vedremo nello specifico come gli automatismi lessicali del parlato afasico rappresentino indizi, informazioni circa un presunto stadio di protolinguaggio, e come il percorso di recupero del parlato da parte del paziente afasico possa essere inteso come un parallelo dell’evoluzione linguistica nella specie umana.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
