Il volume raccoglie le riflessioni di studiosi di diversa estrazione e provenienza su temi di grande rilevanza che incidono in maniera sensibile sull’attualità del contesto globale in cui ci troviamo immersi. Il mare non è solo il comune denominatore ideale della nostra civiltà (mare nostrum), ma è anche una metafora di uno spazio senza confini, fatto di orizzonti infiniti che si spalancano al nostro sguardo, in un’epoca che si presenta certamente cupa, a causa della recente pandemia e dei conflitti in corso, che ci auguriamo possa preludere presto ad una nuova fase di progresso, come avvenuto, ad esempio, all’indomani della seconda guerra mondiale. Ecco, dunque, che abbiamo ritenuto opportuno dare vita ad un dibattito a più voci su tematiche trasversali di interesse giuridico, economico, storico, politico, emerse in occasione di due recenti incontri, rispettivamente svoltisi a Napoli, presso la nostra sede di Palazzo Zapata (il 6 febbraio 2025) e in Georgia, presso la Batumi State Maritime Academy (il 27 giugno 2025), aprendo anche al confronto con colleghi di altre nazionalità, a conferma dell’estrema varietà delle relazioni internazionali che vedono coinvolta la comunità scientifica dell’Università Telematica Pegaso. Ne scaturisce un itinerario, speriamo interessante per il lettore, che prende in esame alcune delle principali questioni di attualità nello spazio giuridico euro-mediterraneo o che, comunque, può fornire chiavi di lettura utili a decifrarle. Vasco Fronzoni affronta, da esperto di diritto islamico, il tema delle rotte marittime tra interessi economici, sicurezza, tensioni religiose e sfide geopolitiche, mostrando le interconnessioni esistenti tra i diversi livelli considerati, delineando, in un certo senso, la cornice nella quale si vanno a collocare i vari contributi di questa raccolta. L’autore si sofferma su alcuni dei casi di maggiore impatto nell’area del c.d. “Mediterraneo allargato” (ad es., l’insorgenza Houthi, l’Iran, il Baltico), soffermandosi sull’impegno profuso dal Governo italiano per la difesa delle infrastrutture strategiche in un momento che abbiamo già definito come di profonde incertezze e precarietà, anche e soprattutto a causa dei fenomeni descritti all’interno del saggio. Michele Corleto offre alcune riflessioni sulla protezione internazionale dei minori stranieri non accompagnati, evidenziandone i profili di rilevanza rispetto al tema delle migrazioni e ammonendo sui rischi di una torsione securitaria potenzialmente correlati all’adozione delle attuali politiche in materia. Si invoca, dunque, la centralità dell’interesse del minore in una dimensione di effettività, quale principio ispiratore di un nuovo modello di governance. Luca Longhi, nel suo contributo, prova a sviluppare un breve ragionamento intorno alle implicazioni costituzionali della nozione di pace, sulla base del presupposto che, nel contesto odierno, si impone un aggiornamento del concetto, che da diversi decenni ci si era abituati a dare per scontato nello strumentario giuridico, quasi fosse un dato ormai acquisito e che, invece, oggi va messo a fuoco in certe dimensioni ancora in larga parte inedite o inesplorate (solidarietà internazionale, coesione economico-sociale, ecc.) rispetto all’inquadramento sistematico dell’art. 11 Cost. Aldo Iannotti della Valle e Giacomo Antonio Lombardi analizzano il tema della c.d. difesa comune europea, vero e proprio leitmotiv del dibattito giuridico degli ultimi cinquant’anni, ma tuttora oggetto misterioso delle politiche dell’Unione (o, potremmo dire con espressione figurata, di una certa mitologia comunitaria), per effetto di tutti i fattori minuziosamente osservati dagli autori, bravi ad esaminare la questione nelle sue coordinate fondamentali dalle origini fino ad arrivare ai più recenti sviluppi istituzionali. Maria Natale propone una ricostruzione delle migrazioni ebraiche nel Mezzogiorno d’Italia nell’età moderna, con un focus particolare dedicato al movente economico, elemento indispensabile a cogliere i processi storici nella loro essenza fattuale. Maria Vittoria Bramante presenta un approfondimento sulle radici storiche del Mediterraneo, in quanto mare nostrum e culla di una koinè culturale lungo i secoli. L’accurata analisi delle fonti di epoca romana consente di mettere in luce anche i significati inclusivi che le politiche espansionistiche dell’Impero seppero realizzare rispetto, ad esempio, allo statuto giuridico dello straniero. Lo studio del fenomeno migratorio attraverso i secoli permette di comprendere meglio certe dinamiche attuali, che attengono, come tristemente noto, ad alcune delle problematiche più controverse e sanguinose dell’odierna scena politica internazionale. Tamar Dolidze e Roberta Allocca, con un contributo in lingua inglese, offrono un quadro comparato dei sistemi italiano e georgiano in relazione alla recente emergenza sanitaria. L’occasione consente di ragionare, a pochi anni dalla crisi, sulle numerose implicazioni giuridiche rivestite, a vari livelli, dalla pandemia da Covid-19, che ha costituito anche un severo, quanto inatteso, banco di prova per gli ordinamenti. Amela Trako-Mahmutovic, con un contributo in lingua inglese, ci presenta un dettagliato scorcio sulla Costituzione della Bosnia ed Erzegovina e, segnatamente, sul suo Preambolo, formulando delle considerazioni sulla natura giuridica e sull’effettività che deve essergli riconosciuta. Il lettore potrà, in tal modo, entrare in contatto con una realtà costituzionale ancora poco conosciuta e studiata nel nostro Paese e confrontarsi, dunque, con un’esperienza giuridica più giovane e, proprio per questo, densa di profili di interesse. Meylin Heleana Ortiz Torres e Laura Salcedo, con un contributo in lingua spagnola, approcciano la materia della cittadinanza digitale nelle dinamiche sociali in corso, con particolare riferimento ai temi della disaffezione politica e del c.d. hate speech, che inquinano ormai l’opinione pubblica su scala globale. L’osservatorio, apparentemente distante, delle due studiose colombiane, già da tempo in proficuo contatto scientifico con la nostra unità di ricerca, ci regala punti di vista originali dai quali poter osservare problemi avvertiti con la stessa urgenza in Europa come al di là dell’Atlantico. L’auspicio, dunque, è che, nella molteplicità degli argomenti contenuti nel volume, l’addetto ai lavori possa trovare risposte o, quantomeno, spunti di riflessione validi sulle varie questioni globali affrontate in questa sede.
Potere marittimo e sicurezza nazionale. Tra conflitti religiosi e tensioni geopolitiche
Vasco Fronzoni
;Maria Vittoria Bramante
;Luca Longhi
;Maria Natale
;Michele Corleto
;
2026-01-01
Abstract
Il volume raccoglie le riflessioni di studiosi di diversa estrazione e provenienza su temi di grande rilevanza che incidono in maniera sensibile sull’attualità del contesto globale in cui ci troviamo immersi. Il mare non è solo il comune denominatore ideale della nostra civiltà (mare nostrum), ma è anche una metafora di uno spazio senza confini, fatto di orizzonti infiniti che si spalancano al nostro sguardo, in un’epoca che si presenta certamente cupa, a causa della recente pandemia e dei conflitti in corso, che ci auguriamo possa preludere presto ad una nuova fase di progresso, come avvenuto, ad esempio, all’indomani della seconda guerra mondiale. Ecco, dunque, che abbiamo ritenuto opportuno dare vita ad un dibattito a più voci su tematiche trasversali di interesse giuridico, economico, storico, politico, emerse in occasione di due recenti incontri, rispettivamente svoltisi a Napoli, presso la nostra sede di Palazzo Zapata (il 6 febbraio 2025) e in Georgia, presso la Batumi State Maritime Academy (il 27 giugno 2025), aprendo anche al confronto con colleghi di altre nazionalità, a conferma dell’estrema varietà delle relazioni internazionali che vedono coinvolta la comunità scientifica dell’Università Telematica Pegaso. Ne scaturisce un itinerario, speriamo interessante per il lettore, che prende in esame alcune delle principali questioni di attualità nello spazio giuridico euro-mediterraneo o che, comunque, può fornire chiavi di lettura utili a decifrarle. Vasco Fronzoni affronta, da esperto di diritto islamico, il tema delle rotte marittime tra interessi economici, sicurezza, tensioni religiose e sfide geopolitiche, mostrando le interconnessioni esistenti tra i diversi livelli considerati, delineando, in un certo senso, la cornice nella quale si vanno a collocare i vari contributi di questa raccolta. L’autore si sofferma su alcuni dei casi di maggiore impatto nell’area del c.d. “Mediterraneo allargato” (ad es., l’insorgenza Houthi, l’Iran, il Baltico), soffermandosi sull’impegno profuso dal Governo italiano per la difesa delle infrastrutture strategiche in un momento che abbiamo già definito come di profonde incertezze e precarietà, anche e soprattutto a causa dei fenomeni descritti all’interno del saggio. Michele Corleto offre alcune riflessioni sulla protezione internazionale dei minori stranieri non accompagnati, evidenziandone i profili di rilevanza rispetto al tema delle migrazioni e ammonendo sui rischi di una torsione securitaria potenzialmente correlati all’adozione delle attuali politiche in materia. Si invoca, dunque, la centralità dell’interesse del minore in una dimensione di effettività, quale principio ispiratore di un nuovo modello di governance. Luca Longhi, nel suo contributo, prova a sviluppare un breve ragionamento intorno alle implicazioni costituzionali della nozione di pace, sulla base del presupposto che, nel contesto odierno, si impone un aggiornamento del concetto, che da diversi decenni ci si era abituati a dare per scontato nello strumentario giuridico, quasi fosse un dato ormai acquisito e che, invece, oggi va messo a fuoco in certe dimensioni ancora in larga parte inedite o inesplorate (solidarietà internazionale, coesione economico-sociale, ecc.) rispetto all’inquadramento sistematico dell’art. 11 Cost. Aldo Iannotti della Valle e Giacomo Antonio Lombardi analizzano il tema della c.d. difesa comune europea, vero e proprio leitmotiv del dibattito giuridico degli ultimi cinquant’anni, ma tuttora oggetto misterioso delle politiche dell’Unione (o, potremmo dire con espressione figurata, di una certa mitologia comunitaria), per effetto di tutti i fattori minuziosamente osservati dagli autori, bravi ad esaminare la questione nelle sue coordinate fondamentali dalle origini fino ad arrivare ai più recenti sviluppi istituzionali. Maria Natale propone una ricostruzione delle migrazioni ebraiche nel Mezzogiorno d’Italia nell’età moderna, con un focus particolare dedicato al movente economico, elemento indispensabile a cogliere i processi storici nella loro essenza fattuale. Maria Vittoria Bramante presenta un approfondimento sulle radici storiche del Mediterraneo, in quanto mare nostrum e culla di una koinè culturale lungo i secoli. L’accurata analisi delle fonti di epoca romana consente di mettere in luce anche i significati inclusivi che le politiche espansionistiche dell’Impero seppero realizzare rispetto, ad esempio, allo statuto giuridico dello straniero. Lo studio del fenomeno migratorio attraverso i secoli permette di comprendere meglio certe dinamiche attuali, che attengono, come tristemente noto, ad alcune delle problematiche più controverse e sanguinose dell’odierna scena politica internazionale. Tamar Dolidze e Roberta Allocca, con un contributo in lingua inglese, offrono un quadro comparato dei sistemi italiano e georgiano in relazione alla recente emergenza sanitaria. L’occasione consente di ragionare, a pochi anni dalla crisi, sulle numerose implicazioni giuridiche rivestite, a vari livelli, dalla pandemia da Covid-19, che ha costituito anche un severo, quanto inatteso, banco di prova per gli ordinamenti. Amela Trako-Mahmutovic, con un contributo in lingua inglese, ci presenta un dettagliato scorcio sulla Costituzione della Bosnia ed Erzegovina e, segnatamente, sul suo Preambolo, formulando delle considerazioni sulla natura giuridica e sull’effettività che deve essergli riconosciuta. Il lettore potrà, in tal modo, entrare in contatto con una realtà costituzionale ancora poco conosciuta e studiata nel nostro Paese e confrontarsi, dunque, con un’esperienza giuridica più giovane e, proprio per questo, densa di profili di interesse. Meylin Heleana Ortiz Torres e Laura Salcedo, con un contributo in lingua spagnola, approcciano la materia della cittadinanza digitale nelle dinamiche sociali in corso, con particolare riferimento ai temi della disaffezione politica e del c.d. hate speech, che inquinano ormai l’opinione pubblica su scala globale. L’osservatorio, apparentemente distante, delle due studiose colombiane, già da tempo in proficuo contatto scientifico con la nostra unità di ricerca, ci regala punti di vista originali dai quali poter osservare problemi avvertiti con la stessa urgenza in Europa come al di là dell’Atlantico. L’auspicio, dunque, è che, nella molteplicità degli argomenti contenuti nel volume, l’addetto ai lavori possa trovare risposte o, quantomeno, spunti di riflessione validi sulle varie questioni globali affrontate in questa sede.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
