Introduzione: La capacità di orientare l'attenzione di un'altra persona verso un oggetto o evento attraverso il dito indice (Declarative Pointing Production, DPP) emerge al termine del I anno di vita (Camaioni, 1997) e rappresenta una tappa cruciale dello sviluppo infantile, in quanto implica la comprensione delle intenzioni altrui (Camaioni et al., 2004), è precursore delle abilità linguistiche (Colonnesi et al., 2010) e dellaToM (Cochet et al., 2017). Ad oggi, le conoscenze relative alle variabili che contribuiscono alle differenze individuali nella DPP tra gli infanti sono estremamente esigue. Inoltre, alcuni autori hanno suggerito che la DPP possa essere meglio compresa nell’ambito dello sviluppo sociale di comportamenti cooperativi (Tomasello et al., 2007) che emergono poco dopo il I anno di vita (Dahl, 2015). Tuttavia, se la DPP sia un precursore del comportamento prosociale precoce è ancora una questione irrisolta. Lo scopo del presente studio, dunque, è duplice: indagare quali fattori (culturali vs individuali, i.e. sesso e temperamento) sono correlati alle differenze nella DPP (a) e l'associazione di tale capacità con il comportamento prosociale (b). Metodo: Hanno partecipato allo studio N=51 bambini italiani e olandesi di 12 e 15 mesi normo-sviluppati (45% italiani; 35% maschi). La DPP è stata valutata attraverso un compito sperimentale (Camaioni et al., 2004) e successivamente è stata codificata secondo-per-secondo con il software The Observer XT-13. I genitori hanno riportato via Qualtrics i dati sociodemografici e completato diversi questionari: IBQ (Putnam, et al., 2014) o ECBQ VSFs (Putnam et al., 2010), e Qpoint (Perucchini et al., 1999). Il comportamento prosociale è stato testato su N=44 bambini (52% italiani; 30% maschi) attraverso il compito "Paper-ball" (Warneken & Tomasello, 2007). Risultati: Non emergono differenze culturali nella DPP (DPP DT: t= -1.3 p>.05; DPP FrT: t= .45 p>.05; QPOINT: t= .27 p>.05). Le bambine mostrano gesti di indicare più numerosi e più lunghi verso stimoli negativi (DNP: t= -2.63; p=.012; NNP: t= -2.70; p= .010) e neutri (DNeuP: t= -3.01; p= .005; NNeuP: t=-2.551; p=.014). In merito alle dimensioni temperamentali, emerge una correlazione significativa tra effortful control e DPP riportata dai genitori (r= .49; p= .001). Per quanto concerne il secondo obiettivo, i risultati mostrano una relazione significativa tra la DPP riferita dai genitori e il comportamento prosociale. In particolare, più i bambini producono gesti di indicare, più alto è il loro punteggio nel comportamento prosociale (r=.36; p=.016) e meno nella latenza di manifestazione del comportamento prosociale (r= -.43; p= .004). Discussione: Nel complesso, il lavoro aggiunge peso ai lavori precedenti confermando che il gesto di indicare dichiarativo è un'abilità universale presente in diversi contesti culturali (i.e., italiana e olandese) e fornisce, inoltre, spunti innovativi sulla relazione tra tale gesto e il comportamento prosociale

Gesto di Indicare nei Bambini: Differenze Individuali, Fattori Culturali e Comportamento Prosociale

Silletti F;
2021-01-01

Abstract

Introduzione: La capacità di orientare l'attenzione di un'altra persona verso un oggetto o evento attraverso il dito indice (Declarative Pointing Production, DPP) emerge al termine del I anno di vita (Camaioni, 1997) e rappresenta una tappa cruciale dello sviluppo infantile, in quanto implica la comprensione delle intenzioni altrui (Camaioni et al., 2004), è precursore delle abilità linguistiche (Colonnesi et al., 2010) e dellaToM (Cochet et al., 2017). Ad oggi, le conoscenze relative alle variabili che contribuiscono alle differenze individuali nella DPP tra gli infanti sono estremamente esigue. Inoltre, alcuni autori hanno suggerito che la DPP possa essere meglio compresa nell’ambito dello sviluppo sociale di comportamenti cooperativi (Tomasello et al., 2007) che emergono poco dopo il I anno di vita (Dahl, 2015). Tuttavia, se la DPP sia un precursore del comportamento prosociale precoce è ancora una questione irrisolta. Lo scopo del presente studio, dunque, è duplice: indagare quali fattori (culturali vs individuali, i.e. sesso e temperamento) sono correlati alle differenze nella DPP (a) e l'associazione di tale capacità con il comportamento prosociale (b). Metodo: Hanno partecipato allo studio N=51 bambini italiani e olandesi di 12 e 15 mesi normo-sviluppati (45% italiani; 35% maschi). La DPP è stata valutata attraverso un compito sperimentale (Camaioni et al., 2004) e successivamente è stata codificata secondo-per-secondo con il software The Observer XT-13. I genitori hanno riportato via Qualtrics i dati sociodemografici e completato diversi questionari: IBQ (Putnam, et al., 2014) o ECBQ VSFs (Putnam et al., 2010), e Qpoint (Perucchini et al., 1999). Il comportamento prosociale è stato testato su N=44 bambini (52% italiani; 30% maschi) attraverso il compito "Paper-ball" (Warneken & Tomasello, 2007). Risultati: Non emergono differenze culturali nella DPP (DPP DT: t= -1.3 p>.05; DPP FrT: t= .45 p>.05; QPOINT: t= .27 p>.05). Le bambine mostrano gesti di indicare più numerosi e più lunghi verso stimoli negativi (DNP: t= -2.63; p=.012; NNP: t= -2.70; p= .010) e neutri (DNeuP: t= -3.01; p= .005; NNeuP: t=-2.551; p=.014). In merito alle dimensioni temperamentali, emerge una correlazione significativa tra effortful control e DPP riportata dai genitori (r= .49; p= .001). Per quanto concerne il secondo obiettivo, i risultati mostrano una relazione significativa tra la DPP riferita dai genitori e il comportamento prosociale. In particolare, più i bambini producono gesti di indicare, più alto è il loro punteggio nel comportamento prosociale (r=.36; p=.016) e meno nella latenza di manifestazione del comportamento prosociale (r= -.43; p= .004). Discussione: Nel complesso, il lavoro aggiunge peso ai lavori precedenti confermando che il gesto di indicare dichiarativo è un'abilità universale presente in diversi contesti culturali (i.e., italiana e olandese) e fornisce, inoltre, spunti innovativi sulla relazione tra tale gesto e il comportamento prosociale
2021
9788899068578
infanzia
prosocialità
gesto di indicare
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12607/71632
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