Il gioco sostiene lo sviluppo integrato della personalità umana, del pensiero e della creatività nei bambini (Bucci, 1990) che sono naturalmente inclini a giocare, mettendo in esercizio il proprio corpo ed esplorando l'ambiente e gli oggetti circostanti (Vygotskij, 1966; Bondioli & Savio, 1994). Tuttavia, la ricerca negli ultimi anni ha evidenziato un cambiamento significativo nei comportamenti di gioco dei bambini delle generazioni più recenti: i bambini si dedicano meno al gioco spontaneo e non strutturato all'aperto rispetto a quelli che li hanno preceduti (Skår & Krogh, 2009; Clements, 2004). Trascorrono più tempo in attività organizzate e supervisionate dagli adulti, così come nel gioco al chiuso (Skår & Krogh, 2009; Rajović et al., 2021). Dedicano inoltre meno tempo ad attività che richiedono equilibrio e abilità motorie fini (Rajović et al., 2021). Il tempo passato davanti agli schermi è aumentato notevolmente, con i bambini che trascorrono sui dispositivi digitali tre volte il tempo rispetto alle generazioni precedenti alla stessa età (Rajović et al., 2021). A fronte di questo quadro il progetto di ricerca “A che giochi giochiamo in Molise? L’importanza del gioco per l’apprendimento dei bambini”, finanziato dal Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione dell’Università del Molise si propone di mappare la presenza del gioco nella dimensione quotidiana dei bambini (6-11 anni) residenti nella Regione Molise con lo scopo di aumentare, anche attraverso incontri di formazione, la consapevolezza di insegnanti e genitori circa il valore del gioco che rappresenta un bene per lo sviluppo complessivo della persona, in termini di apprendimenti, creatività e opportunità. Per realizzare tale mappatura sono stati creati due questionari: il primo destinato ai docenti, volto a comprendere quanto spesso vengono utilizzate a scuola le diverse tipologie di gioco e le difficoltà incontrate nell'integrare il gioco durante le lezioni; il secondo rivolto ai genitori, per esplorare le loro percezioni riguardo ai giochi dei propri figli sia a casa che a scuola, oltre alla loro partecipazione a associazioni locali. Nel momento in cui scriviamo hanno risposto al questionario 106 insegnanti e 499 genitori. I primi risultati mostrano che per il 60,4% dei docenti i bambini sanno mediamente giocare e un dato analogo emerge raccogliendo il parere dei genitori (63,6%). Dal questionario genitori emerge inoltre che i bambini giochino da 1 a 3 ore al giorno (64,1%), ma prevalentemente si tratta di giochi che avvengono all’interno delle mura domestiche (83,2%). Il gioco da tavolo rimane poco utilizzato: il 47% dei bambini ci gioca mediamente e il 30% non ci gioca o gioca molto raramente. Il dato è confermato anche dai docenti: il 51% dichiara di non averlo mai o raramente utilizzato in classe. In linea con altre ricerche (Zosh et al., 2017), sia genitori (56,7%) che docenti (61,3%) ritengono il gioco un validissimo strumento per l’apprendimento che aumenta la motivazione dei bambini (57,1% dei genitori e 67% dei docenti). Gli insegnanti dichiarano di non riuscire ad integrarlo come vorrebbero in classe soprattutto a causa della mancanza di spazi adeguati e di tempo.

I bambini sanno ancora giocare? Primi risultati di una ricerca esplorativa nella regione Molise.

Livia Petti;
2026-01-01

Abstract

Il gioco sostiene lo sviluppo integrato della personalità umana, del pensiero e della creatività nei bambini (Bucci, 1990) che sono naturalmente inclini a giocare, mettendo in esercizio il proprio corpo ed esplorando l'ambiente e gli oggetti circostanti (Vygotskij, 1966; Bondioli & Savio, 1994). Tuttavia, la ricerca negli ultimi anni ha evidenziato un cambiamento significativo nei comportamenti di gioco dei bambini delle generazioni più recenti: i bambini si dedicano meno al gioco spontaneo e non strutturato all'aperto rispetto a quelli che li hanno preceduti (Skår & Krogh, 2009; Clements, 2004). Trascorrono più tempo in attività organizzate e supervisionate dagli adulti, così come nel gioco al chiuso (Skår & Krogh, 2009; Rajović et al., 2021). Dedicano inoltre meno tempo ad attività che richiedono equilibrio e abilità motorie fini (Rajović et al., 2021). Il tempo passato davanti agli schermi è aumentato notevolmente, con i bambini che trascorrono sui dispositivi digitali tre volte il tempo rispetto alle generazioni precedenti alla stessa età (Rajović et al., 2021). A fronte di questo quadro il progetto di ricerca “A che giochi giochiamo in Molise? L’importanza del gioco per l’apprendimento dei bambini”, finanziato dal Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione dell’Università del Molise si propone di mappare la presenza del gioco nella dimensione quotidiana dei bambini (6-11 anni) residenti nella Regione Molise con lo scopo di aumentare, anche attraverso incontri di formazione, la consapevolezza di insegnanti e genitori circa il valore del gioco che rappresenta un bene per lo sviluppo complessivo della persona, in termini di apprendimenti, creatività e opportunità. Per realizzare tale mappatura sono stati creati due questionari: il primo destinato ai docenti, volto a comprendere quanto spesso vengono utilizzate a scuola le diverse tipologie di gioco e le difficoltà incontrate nell'integrare il gioco durante le lezioni; il secondo rivolto ai genitori, per esplorare le loro percezioni riguardo ai giochi dei propri figli sia a casa che a scuola, oltre alla loro partecipazione a associazioni locali. Nel momento in cui scriviamo hanno risposto al questionario 106 insegnanti e 499 genitori. I primi risultati mostrano che per il 60,4% dei docenti i bambini sanno mediamente giocare e un dato analogo emerge raccogliendo il parere dei genitori (63,6%). Dal questionario genitori emerge inoltre che i bambini giochino da 1 a 3 ore al giorno (64,1%), ma prevalentemente si tratta di giochi che avvengono all’interno delle mura domestiche (83,2%). Il gioco da tavolo rimane poco utilizzato: il 47% dei bambini ci gioca mediamente e il 30% non ci gioca o gioca molto raramente. Il dato è confermato anche dai docenti: il 51% dichiara di non averlo mai o raramente utilizzato in classe. In linea con altre ricerche (Zosh et al., 2017), sia genitori (56,7%) che docenti (61,3%) ritengono il gioco un validissimo strumento per l’apprendimento che aumenta la motivazione dei bambini (57,1% dei genitori e 67% dei docenti). Gli insegnanti dichiarano di non riuscire ad integrarlo come vorrebbero in classe soprattutto a causa della mancanza di spazi adeguati e di tempo.
2026
978-88-99513-32-0
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12607/73585
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