Il contributo analizza le oscillazioni della giurisprudenza costituzionale in materia di ammissibilità delle richieste referendarie, evidenziando come, a partire dalla sentenza n. 16 del 1978, la Corte abbia progressivamente ampliato i limiti desumibili dall'art. 75 Cost., elaborando criteri "ulteriori" che hanno trasformato la fisionomia dell'istituto. L'analisi si sofferma sui requisiti di omogeneità, chiarezza e coerenza del quesito, fino al criterio della ragionevolezza, mostrando come tali parametri abbiano spesso comportato uno sconfinamento del giudizio in una valutazione anticipata della normativa di risulta. Particolare attenzione è dedicata alla labile distinzione tra leggi a contenuto costituzionalmente vincolato e leggi costituzionalmente necessarie, nonché alla figura del referendum manipolativo.
L'atteggiamento ondivago della Corte costituzionale nel giudizio sull'ammissibilità del referendum
Celeste Chiariello
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza le oscillazioni della giurisprudenza costituzionale in materia di ammissibilità delle richieste referendarie, evidenziando come, a partire dalla sentenza n. 16 del 1978, la Corte abbia progressivamente ampliato i limiti desumibili dall'art. 75 Cost., elaborando criteri "ulteriori" che hanno trasformato la fisionomia dell'istituto. L'analisi si sofferma sui requisiti di omogeneità, chiarezza e coerenza del quesito, fino al criterio della ragionevolezza, mostrando come tali parametri abbiano spesso comportato uno sconfinamento del giudizio in una valutazione anticipata della normativa di risulta. Particolare attenzione è dedicata alla labile distinzione tra leggi a contenuto costituzionalmente vincolato e leggi costituzionalmente necessarie, nonché alla figura del referendum manipolativo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
