Aradeo e i teatri si configura come la prima esperienza di festival teatrale internazionale realizzato in Puglia. Siamo nell’estate del 1983 e un singolare gruppo di giovani riunito sotto il nome di Circolo culturale “S. M. Ejsenstein” si fa interprete delle esigenze di una collettività – quelle di una periferia del Sud Italia, in Salento – di farsi luogo per incontri teatrali con la presenza di gruppi internazionali, per un confronto tra culture teatrali e per valorizzare il rapporto tra pubblico e teatro. Una scommessa, come la definiscono gli stessi promotori che fanno capo a Salvatore Tramacere, perché – come scriverà Marco Paolini, ospite della VI edizione del festival – «Aradeo, prima di tutto è un punto difficile da trovare anche sulla carta stradale della Puglia». Quel circolo culturale si sarebbe ribattezzato di lì a poco Teatro Koreja e la prima edizione di Aradeo e i teatri inaugura la vocazione del gruppo alla ri-generazione di spazi più e meno consueti che si fanno teatro: castelli, cave di tufo abbandonate, palestre dismesse, cantieri in demolizione. Una rassegna che diverrà un punto di riferimento non solo per il piccolo paese salentino ma per buona parte del nuovo teatro italiano tra gli anni ’80 e ’90 (Bustric, Teatro Settimo, De Berardinis, Paolini, Santagata, ecc.), e che proseguirà per quindici edizioni fino al 1999, quando Koreja trasferirà la sua sede nel capoluogo salentino, inaugurando i Cantieri Teatrali che ancora oggi abita.
Sotto la palma del castello. Il festival "Aradeo e i teatri" di Koreja
Maria Chiara Provenzano
2026-01-01
Abstract
Aradeo e i teatri si configura come la prima esperienza di festival teatrale internazionale realizzato in Puglia. Siamo nell’estate del 1983 e un singolare gruppo di giovani riunito sotto il nome di Circolo culturale “S. M. Ejsenstein” si fa interprete delle esigenze di una collettività – quelle di una periferia del Sud Italia, in Salento – di farsi luogo per incontri teatrali con la presenza di gruppi internazionali, per un confronto tra culture teatrali e per valorizzare il rapporto tra pubblico e teatro. Una scommessa, come la definiscono gli stessi promotori che fanno capo a Salvatore Tramacere, perché – come scriverà Marco Paolini, ospite della VI edizione del festival – «Aradeo, prima di tutto è un punto difficile da trovare anche sulla carta stradale della Puglia». Quel circolo culturale si sarebbe ribattezzato di lì a poco Teatro Koreja e la prima edizione di Aradeo e i teatri inaugura la vocazione del gruppo alla ri-generazione di spazi più e meno consueti che si fanno teatro: castelli, cave di tufo abbandonate, palestre dismesse, cantieri in demolizione. Una rassegna che diverrà un punto di riferimento non solo per il piccolo paese salentino ma per buona parte del nuovo teatro italiano tra gli anni ’80 e ’90 (Bustric, Teatro Settimo, De Berardinis, Paolini, Santagata, ecc.), e che proseguirà per quindici edizioni fino al 1999, quando Koreja trasferirà la sua sede nel capoluogo salentino, inaugurando i Cantieri Teatrali che ancora oggi abita.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
