Il saggio presenta i risultati di un’indagine quantitativa nazionale sulla prevalenza, le caratteristiche e le differenze di genere degli atti bullistici nelle scuole italiane, con particolare attenzione al bullismo femminile. Lo studio ha coinvolto 2.481 studentesse e studenti del primo biennio della scuola secondaria di secondo grado nelle città campione di Verona, Arezzo, Perugia, Foggia e Palermo. I dati mostrano una prevalenza del bullismo sistematico pari all’8,4% e del bullismo occasionale pari al 45,3%, con una maggiore incidenza tra le ragazze per quanto riguarda la vittimizzazione dichiarata e alcune forme specifiche di prevaricazione. Il bullismo emerge prevalentemente come fenomeno intragenere, situato soprattutto nel gruppo dei pari, negli spazi scolastici e negli ambienti digitali. Le forme più ricorrenti sono verbali e relazionali, mentre le ragazze risultano maggiormente esposte a esclusione, pettegolezzi, giudizi sul corpo, sull’abbigliamento e molestie sessuali. Il saggio evidenzia inoltre la frequente invisibilità del fenomeno agli occhi degli adulti e la percezione di risposte scolastiche non sempre adeguate. I risultati confermano la necessità di interventi educativi sensibili al genere, co-costruiti con la comunità scolastica e capaci di riconoscere le forme meno visibili della violenza tra pari.
Uno sguardo d’insieme: prevalenza, caratteristiche e differenze di genere degli atti bullistici nelle scuole italiane
Irene Dora Maria Scierri;
2026-01-01
Abstract
Il saggio presenta i risultati di un’indagine quantitativa nazionale sulla prevalenza, le caratteristiche e le differenze di genere degli atti bullistici nelle scuole italiane, con particolare attenzione al bullismo femminile. Lo studio ha coinvolto 2.481 studentesse e studenti del primo biennio della scuola secondaria di secondo grado nelle città campione di Verona, Arezzo, Perugia, Foggia e Palermo. I dati mostrano una prevalenza del bullismo sistematico pari all’8,4% e del bullismo occasionale pari al 45,3%, con una maggiore incidenza tra le ragazze per quanto riguarda la vittimizzazione dichiarata e alcune forme specifiche di prevaricazione. Il bullismo emerge prevalentemente come fenomeno intragenere, situato soprattutto nel gruppo dei pari, negli spazi scolastici e negli ambienti digitali. Le forme più ricorrenti sono verbali e relazionali, mentre le ragazze risultano maggiormente esposte a esclusione, pettegolezzi, giudizi sul corpo, sull’abbigliamento e molestie sessuali. Il saggio evidenzia inoltre la frequente invisibilità del fenomeno agli occhi degli adulti e la percezione di risposte scolastiche non sempre adeguate. I risultati confermano la necessità di interventi educativi sensibili al genere, co-costruiti con la comunità scolastica e capaci di riconoscere le forme meno visibili della violenza tra pari.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
