Il contributo intende riflettere sul rapporto tra diritto e tecnologia, esaminando la configurazione odierna della regolazione giuridica europea in materia di data governance e intelligenza artificiale, le peculiarità che la connotano e le direzioni che emergono per il futuro, ponendo attenzione anche alle mutate geometrie di potere. In specifico il contributo è teso ad esaminare il modello filosofico, etico e giuridico di governo dei dati, degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale alla luce della regolazione europea, che denota un’evoluzione sia sotto il profilo del “volto” e della forma del diritto, sia sotto l’aspetto sostanziale delle soluzioni e degli strumenti previsti dal legislatore, che innovano i paradigmi tradizionali. Emerge un modello di umanesimo tecnologico in cui il diritto si serve della tecnologia, che può previamente implementare principi etico-giuridici, deve essere comprensibile e connotata dalla sorveglianza umana sostanziale, oltre a basarsi sul risk-based approach e sull’accountability da parte di chi governa le soluzioni tecnologiche. Una nuova relazione tra diritto e tecnologia è capace di garantire prevedibilità e certezza alle norme giuridiche, riuscendo però a tutelare in modo efficace l’uomo rispetto alla macchina con strumenti tesi a garantire flessibilità e adattabilità allo sviluppo tecnologico: un diritto sostenibile, capace di tutelare la libertà dell’uomo grazie a un saggio equilibrio tra diritti e interessi, facendo leva su un approccio olistico, al cui centro situare la persona.
Regolazione giuridica e intelligenza artificiale: il diritto fra dati e algoritmi,
Fernanda Faini
2025-01-01
Abstract
Il contributo intende riflettere sul rapporto tra diritto e tecnologia, esaminando la configurazione odierna della regolazione giuridica europea in materia di data governance e intelligenza artificiale, le peculiarità che la connotano e le direzioni che emergono per il futuro, ponendo attenzione anche alle mutate geometrie di potere. In specifico il contributo è teso ad esaminare il modello filosofico, etico e giuridico di governo dei dati, degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale alla luce della regolazione europea, che denota un’evoluzione sia sotto il profilo del “volto” e della forma del diritto, sia sotto l’aspetto sostanziale delle soluzioni e degli strumenti previsti dal legislatore, che innovano i paradigmi tradizionali. Emerge un modello di umanesimo tecnologico in cui il diritto si serve della tecnologia, che può previamente implementare principi etico-giuridici, deve essere comprensibile e connotata dalla sorveglianza umana sostanziale, oltre a basarsi sul risk-based approach e sull’accountability da parte di chi governa le soluzioni tecnologiche. Una nuova relazione tra diritto e tecnologia è capace di garantire prevedibilità e certezza alle norme giuridiche, riuscendo però a tutelare in modo efficace l’uomo rispetto alla macchina con strumenti tesi a garantire flessibilità e adattabilità allo sviluppo tecnologico: un diritto sostenibile, capace di tutelare la libertà dell’uomo grazie a un saggio equilibrio tra diritti e interessi, facendo leva su un approccio olistico, al cui centro situare la persona.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
