Il mondo dopo Auschwitz pone una domanda circa la sua stessa dicibi- lità: può davvero darsi una letteratura che non sia testimoniale? E quali modalità di rappresentazione sceglierà questa letteratura? Il legame tra fiction (le residue possibilità dello strumento letterario) e testimonianza (la dicibilità dell’orrore) attraversa sia l’opera di Primo Levi che quella di Samuel Beckett, facendo emergere, nella diversità di due vocazioni lette- rarie per alcuni versi antitetiche, alcune sintomatiche affinità.
Primo Levi e Samuel Beckett
Davide Crosara
2020-01-01
Abstract
Il mondo dopo Auschwitz pone una domanda circa la sua stessa dicibi- lità: può davvero darsi una letteratura che non sia testimoniale? E quali modalità di rappresentazione sceglierà questa letteratura? Il legame tra fiction (le residue possibilità dello strumento letterario) e testimonianza (la dicibilità dell’orrore) attraversa sia l’opera di Primo Levi che quella di Samuel Beckett, facendo emergere, nella diversità di due vocazioni lette- rarie per alcuni versi antitetiche, alcune sintomatiche affinità.File in questo prodotto:
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