Nel cuore della contemporaneità, segnata da profonde trasformazioni culturali, sociali e tecnologiche, l’infanzia si impone come categoria filosofica e pedagogica capace di interrogare il senso stesso dell’educazione e del suo compito umano. Alla luce delle più recenti Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione e delle Linee pedagogiche per il sistema integrato “zerosei”, il presente saggio propone una rilettura critica del profilo professionale dell’insegnante di scuola dell’infanzia, restituendone la dimensione teoretica e sapienziale. La riflessione assume una prospettiva ontologica ed etico-politica, interpretando la scuola dell’infanzia come luogo dell’origine e laboratorio di mondo condiviso, in cui la conoscenza nasce come esperienza incarnata, relazionale e riflessiva. L’insegnante vi è descritto come intellettuale dell’infanzia, figura ermeneutica e artigianale capace di trasformare l’educare in un atto di interpretazione del reale, di custodia del possibile e di fondazione del senso. In tale cornice, la scuola dell’infanzia si configura come spazio di giustizia epistemica e di resistenza alle logiche neoliberali della prestazione, orientandosi verso un umanesimo inteso come pedagogia dell’origine e del futuro: un’ecologia del senso che riconosce nella lentezza, nella meraviglia e nella fragilità le forme generative di una nuova responsabilità planetaria.
L’INTELLETTUALE DELL’INFANZIA. PEDAGOGIA DELL’ORIGINE E UMANESIMO DEL FUTURO
Angela Arsena
2026-01-01
Abstract
Nel cuore della contemporaneità, segnata da profonde trasformazioni culturali, sociali e tecnologiche, l’infanzia si impone come categoria filosofica e pedagogica capace di interrogare il senso stesso dell’educazione e del suo compito umano. Alla luce delle più recenti Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione e delle Linee pedagogiche per il sistema integrato “zerosei”, il presente saggio propone una rilettura critica del profilo professionale dell’insegnante di scuola dell’infanzia, restituendone la dimensione teoretica e sapienziale. La riflessione assume una prospettiva ontologica ed etico-politica, interpretando la scuola dell’infanzia come luogo dell’origine e laboratorio di mondo condiviso, in cui la conoscenza nasce come esperienza incarnata, relazionale e riflessiva. L’insegnante vi è descritto come intellettuale dell’infanzia, figura ermeneutica e artigianale capace di trasformare l’educare in un atto di interpretazione del reale, di custodia del possibile e di fondazione del senso. In tale cornice, la scuola dell’infanzia si configura come spazio di giustizia epistemica e di resistenza alle logiche neoliberali della prestazione, orientandosi verso un umanesimo inteso come pedagogia dell’origine e del futuro: un’ecologia del senso che riconosce nella lentezza, nella meraviglia e nella fragilità le forme generative di una nuova responsabilità planetaria.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
