Il linguaggio è una tecnologica cognitiva, un vincolo biologico che struttura l’intera cognizione. I processi sintattico-semantici operano sotto principi di unificazione in cui informazioni linguistiche e pragmatiche, provenienti da conoscenza del contesto e del mondo, sono trattate in maniera parallela. Comprendere un linguaggio significa saper fare, imparare una determinata abilità all’interno di un contesto sociale. Secondo recenti studi l’area di Broca rappresenta il correlato morfologico dell’unificazione multimodale in cui sono coinvolte operazioni di unificazione (merge) che riguardano conoscenze sul mondo, informazioni semantiche e caratteristiche dei parlanti. I dati dimostrano che tale area, prima intesa come modulo della sintassi, è in realtà un processore di capacità cognitive complesse. Le sue funzioni non sono limitate a operazioni linguistiche, ma sono connesse alla rappresentazione della realtà, garantendo l’unificazione di componenti linguistiche (sintattiche, semantiche e pragmatiche) con conoscenze extralinguistiche. La funzione dell’area di Broca è infatti quella di regolare il controllo cognitivo, consentendo di scegliere la giusta rappresentazione per l’esecuzione di compiti specifici tramite modifiche appropriate nella selezione percettiva, nella scelta delle risposte e nel mantenimento on-line dell’informazione contestuale. Tale controllo cognitivo permette di guidare l’attenzione e l’azione in base ai propri obiettivi. Com’è possibile che un’area essenzialmente linguistica regoli una funzione centrale della cognizione? L’ipotesi qui proposta è che la multifunzionalità dell’area di Broca sia connessa alla sua storia evolutiva: questa parte della neocorteccia è, infatti, implicata in differenti network funzionali, strutture altamente connesse tra loro, che nel corso dell’evoluzione sono state rifunzionalizzate (exaptation). Le componenti computazionali centrali del linguaggio originariamente riguardavano funzioni non linguistiche, come pianificazione gerarchica e motoria, pensiero non verbale e ragionamento spaziale. L’area di Broca è un operatore che combina unità concettuali pre-esistenti (azioni motorie, vocalizzazioni e rappresentazioni visive) per creare un’infinità discreta di strutture cognitive amodali.

Unificazione, rappresentazione e linguaggio: l'area di Broca nei processi cognitivi complessi

Scianna C
2015-01-01

Abstract

Il linguaggio è una tecnologica cognitiva, un vincolo biologico che struttura l’intera cognizione. I processi sintattico-semantici operano sotto principi di unificazione in cui informazioni linguistiche e pragmatiche, provenienti da conoscenza del contesto e del mondo, sono trattate in maniera parallela. Comprendere un linguaggio significa saper fare, imparare una determinata abilità all’interno di un contesto sociale. Secondo recenti studi l’area di Broca rappresenta il correlato morfologico dell’unificazione multimodale in cui sono coinvolte operazioni di unificazione (merge) che riguardano conoscenze sul mondo, informazioni semantiche e caratteristiche dei parlanti. I dati dimostrano che tale area, prima intesa come modulo della sintassi, è in realtà un processore di capacità cognitive complesse. Le sue funzioni non sono limitate a operazioni linguistiche, ma sono connesse alla rappresentazione della realtà, garantendo l’unificazione di componenti linguistiche (sintattiche, semantiche e pragmatiche) con conoscenze extralinguistiche. La funzione dell’area di Broca è infatti quella di regolare il controllo cognitivo, consentendo di scegliere la giusta rappresentazione per l’esecuzione di compiti specifici tramite modifiche appropriate nella selezione percettiva, nella scelta delle risposte e nel mantenimento on-line dell’informazione contestuale. Tale controllo cognitivo permette di guidare l’attenzione e l’azione in base ai propri obiettivi. Com’è possibile che un’area essenzialmente linguistica regoli una funzione centrale della cognizione? L’ipotesi qui proposta è che la multifunzionalità dell’area di Broca sia connessa alla sua storia evolutiva: questa parte della neocorteccia è, infatti, implicata in differenti network funzionali, strutture altamente connesse tra loro, che nel corso dell’evoluzione sono state rifunzionalizzate (exaptation). Le componenti computazionali centrali del linguaggio originariamente riguardavano funzioni non linguistiche, come pianificazione gerarchica e motoria, pensiero non verbale e ragionamento spaziale. L’area di Broca è un operatore che combina unità concettuali pre-esistenti (azioni motorie, vocalizzazioni e rappresentazioni visive) per creare un’infinità discreta di strutture cognitive amodali.
2015
event-related potentials
Broca's area
cognitive control
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12607/69488
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