Il contributo esamina la tragedia di Carlo De' Dottori "Aristodemo", identificandone il senso del tragico nella difficoltà – che poi diviene impossibilità – di abbandonarsi alla fiducia nel cessare del «vento» (v. 66) e nella trepidazione presaga di sventure che permane persino nel momento dell’annuncio della fine del pericolo. Dunque, nell’alterno nascere e morire della speranza, nella sua accorata richiesta di essere alimentata e coltivata, e nel suo successivo soffocare e soccombere, sepolta dalla caligine opprimente del timore. Della tragedia viene sottolineata la modernità, riscontrabile nella concezione di un senso del tragico che non consiste nell’improvviso rivolgimento della sorte, che da benigna diviene, per un capriccio del caso, avversa e porta rovinosamente alla catastrofe tramite una serie di luttuosi eventi, bensì nella sofferta ma ormai conquistata consapevolezza della tragicità intrinseca all’esistenza, calata irrimediabilmente nella Storia e non più avvolta nella rassicurante ciclicità del Mito.
La "mal sicura speme". Il senso del tragico nell'"Aristodemo" di Carlo De'Dottori
PANETTA M
2006-01-01
Abstract
Il contributo esamina la tragedia di Carlo De' Dottori "Aristodemo", identificandone il senso del tragico nella difficoltà – che poi diviene impossibilità – di abbandonarsi alla fiducia nel cessare del «vento» (v. 66) e nella trepidazione presaga di sventure che permane persino nel momento dell’annuncio della fine del pericolo. Dunque, nell’alterno nascere e morire della speranza, nella sua accorata richiesta di essere alimentata e coltivata, e nel suo successivo soffocare e soccombere, sepolta dalla caligine opprimente del timore. Della tragedia viene sottolineata la modernità, riscontrabile nella concezione di un senso del tragico che non consiste nell’improvviso rivolgimento della sorte, che da benigna diviene, per un capriccio del caso, avversa e porta rovinosamente alla catastrofe tramite una serie di luttuosi eventi, bensì nella sofferta ma ormai conquistata consapevolezza della tragicità intrinseca all’esistenza, calata irrimediabilmente nella Storia e non più avvolta nella rassicurante ciclicità del Mito.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
