Lo studio esamina le disposizioni del Titolo III, «Merito e premi», del d.lgs. n. 150/2009, che, finalizzate a migliorare la produttività e la qualità della prestazione lavorativa, dischiudono la via a un regime premiale informato a principi di selettività e concorsualità nelle progressioni di carriera e nel riconoscimento degli incentivi, in alcun modo foriero di nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il tutto al fine di rimarcarne i profili di criticità specie in punto di applicazione in ragione delle “ataviche” resistenze delle pubbliche amministrazioni.

Merito e premialità nella riforma del lavoro pubblico

PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA, FEDERICO MARIA
2010-01-01

Abstract

Lo studio esamina le disposizioni del Titolo III, «Merito e premi», del d.lgs. n. 150/2009, che, finalizzate a migliorare la produttività e la qualità della prestazione lavorativa, dischiudono la via a un regime premiale informato a principi di selettività e concorsualità nelle progressioni di carriera e nel riconoscimento degli incentivi, in alcun modo foriero di nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il tutto al fine di rimarcarne i profili di criticità specie in punto di applicazione in ragione delle “ataviche” resistenze delle pubbliche amministrazioni.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12607/70789
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