In a media ecosystem marked by misinformation and disinformation, democratic resilience requires new strategies for digital and media literacy and participation. In the proposed model, the University, through transnational Cooperation Partnerships, activates applied research laboratories that generate high-social-impact communication prototypes. The European case studies Respectnet and DigiFunCollab demonstrate that the conscious use of digital media, transforming students from passive users into conscious creators, reduces vulnerability to cognitive biases, filter bubbles, and echo chambers, thereby limiting manipulation in democratic processes and stimulating civic participation. The imitative diffusion of such practices generates virtuous circles of collective learning. The theoretical framework combines institutional isomorphism, reinterpreted as a virtuous isomorphism of best practices, with democratic resilience and the UNESCO MIL and DigComp 2.2 frameworks. The methodology adopts a mixed-methods design with a quantitative prevalence. The qualitative phase includes focus groups with national stakeholders and a national report (regulatory analysis, training needs, SWOT on social entrepreneurship) preliminary to course design. The quantitative phase involves monitoring training pathways (online course and project work) and a final questionnaire. Indicators include the number of participants, certifications, projects developed, and engagement levels. By systematically implementing this approach, the Academy fuels multi-stakeholder institutional dialogue. Knowledge transfer creates communicative culture and strengthens the democratic capacity of communities. This approach confirms the role of Visual Education as a tool to integrate the University’s three missions, thus structurally reinforcing democratic resilience.

In un ecosistema mediatico segnato da misinformation e disinformazione, la resilienza democratica richiede nuove strategie di partecipazione e di alfabetizzazione digitale e mediatica. Nel modello proposto l’Università, attraverso partenariati di cooperazione transnazionale, attiva laboratori di ricerca applicata che generano prototipi comunicativi ad alto impatto sociale. I casi studio europei Respectnet e DigiFunCollab dimostrano che l’uso consapevole dei media digitali, trasformando gli studenti da fruitori passivi a creatori consapevoli, riduce la vulnerabilità a bias cognitivi, filter bubbles ed echo chambers, limitando così la manipolazione nei processi democratici e stimolando la partecipazione civica. La diffusione imitativa di tali pratiche genera circoli virtuosi di apprendimento collettivo. Il quadro teorico combina l’isomorfismo istituzionale, qui reinterpretato come 'isomorfismo virtuoso' di buone pratiche, con la resilienza democratica e i framework UNESCO MIL e DigComp 2.2. La metodologia adotta un disegno mixed methods con prevalenza quantitativa. La fase qualitativa include focus group con stakeholder nazionali e un rapporto nazionale (analisi normativa, bisogni formativi, analisi SWOT sull’imprenditoria sociale) preliminari alla progettazione dei corsi. La fase quantitativa prevede il monitoraggio dei percorsi formativi (corsi online e project work) e un questionario finale. Gli indicatori includono il numero di partecipanti, le certificazioni, i progetti sviluppati e i livelli di coinvolgimento. Attuando sistematicamente questo approccio, l’Accademia alimenta il dialogo istituzionale multistakeholder. Il trasferimento di conoscenza crea cultura comunicativa e rafforza la capacità democratica delle comunità. Tale impostazione conferma il ruolo della Visual Education come strumento per integrare le tre missioni dell’Università, rafforzando così strutturalmente la resilienza democratica

Prototypes of Democratic Resilience: Virtuous Isomorphism and Applied Research Laboratories in Cooperation Partnerships

Alessia Sciamanna
;
Michele Corleto
2026-01-01

Abstract

In a media ecosystem marked by misinformation and disinformation, democratic resilience requires new strategies for digital and media literacy and participation. In the proposed model, the University, through transnational Cooperation Partnerships, activates applied research laboratories that generate high-social-impact communication prototypes. The European case studies Respectnet and DigiFunCollab demonstrate that the conscious use of digital media, transforming students from passive users into conscious creators, reduces vulnerability to cognitive biases, filter bubbles, and echo chambers, thereby limiting manipulation in democratic processes and stimulating civic participation. The imitative diffusion of such practices generates virtuous circles of collective learning. The theoretical framework combines institutional isomorphism, reinterpreted as a virtuous isomorphism of best practices, with democratic resilience and the UNESCO MIL and DigComp 2.2 frameworks. The methodology adopts a mixed-methods design with a quantitative prevalence. The qualitative phase includes focus groups with national stakeholders and a national report (regulatory analysis, training needs, SWOT on social entrepreneurship) preliminary to course design. The quantitative phase involves monitoring training pathways (online course and project work) and a final questionnaire. Indicators include the number of participants, certifications, projects developed, and engagement levels. By systematically implementing this approach, the Academy fuels multi-stakeholder institutional dialogue. Knowledge transfer creates communicative culture and strengthens the democratic capacity of communities. This approach confirms the role of Visual Education as a tool to integrate the University’s three missions, thus structurally reinforcing democratic resilience.
2026
In un ecosistema mediatico segnato da misinformation e disinformazione, la resilienza democratica richiede nuove strategie di partecipazione e di alfabetizzazione digitale e mediatica. Nel modello proposto l’Università, attraverso partenariati di cooperazione transnazionale, attiva laboratori di ricerca applicata che generano prototipi comunicativi ad alto impatto sociale. I casi studio europei Respectnet e DigiFunCollab dimostrano che l’uso consapevole dei media digitali, trasformando gli studenti da fruitori passivi a creatori consapevoli, riduce la vulnerabilità a bias cognitivi, filter bubbles ed echo chambers, limitando così la manipolazione nei processi democratici e stimolando la partecipazione civica. La diffusione imitativa di tali pratiche genera circoli virtuosi di apprendimento collettivo. Il quadro teorico combina l’isomorfismo istituzionale, qui reinterpretato come 'isomorfismo virtuoso' di buone pratiche, con la resilienza democratica e i framework UNESCO MIL e DigComp 2.2. La metodologia adotta un disegno mixed methods con prevalenza quantitativa. La fase qualitativa include focus group con stakeholder nazionali e un rapporto nazionale (analisi normativa, bisogni formativi, analisi SWOT sull’imprenditoria sociale) preliminari alla progettazione dei corsi. La fase quantitativa prevede il monitoraggio dei percorsi formativi (corsi online e project work) e un questionario finale. Gli indicatori includono il numero di partecipanti, le certificazioni, i progetti sviluppati e i livelli di coinvolgimento. Attuando sistematicamente questo approccio, l’Accademia alimenta il dialogo istituzionale multistakeholder. Il trasferimento di conoscenza crea cultura comunicativa e rafforza la capacità democratica delle comunità. Tale impostazione conferma il ruolo della Visual Education come strumento per integrare le tre missioni dell’Università, rafforzando così strutturalmente la resilienza democratica
democratic resilience; mimetic isomorphism; cooperation partnership; knowledge transfer; digital and media literacy
resilienza democratica, isomorfismo mimetico, partenariato di cooperazione, trasferimento di conoscenza, alfabetizzazione digitale e mediatica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12607/75405
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