Il saggio esamina il pensiero di Hans Robert Jauss con l'obiettivo di recuperarne una dimensione spesso trascurata rispetto alla più nota estetica della ricezione: l'apologia dell'esperienza estetica. Si ripercorrono le cinque tesi principali dell' "Apologia dell'esperienza estetica" (1972) di Jauss, mostrando come lo studioso tedesco difenda l'inscindibilità tra godimento ricettivo e riflessione critica, e come il piacere estetico (a differenza del piacere sensuale) apra il soggetto alla distanza dal sé e all'intersoggettività. Contro le letture ideologiche e riduzionistiche della letteratura e contro la cancel culture contemporanea, si sottolinea la rilevanza attuale del modello jaussiano, che propone un'esperienza dell'arte capace di coniugare piacere e comprensione, dimensione individuale e prassi sociale. Il saggio analizza inoltre il breve scritto del 1994 "Ad Dogmaticos. Piccola apologia dell'ermeneutica letteraria", in cui Jauss ribadisce il valore insostituibile dell'ermeneutica come pratica del riconoscimento dell'altro, irriducibile a qualsiasi superamento decostruzionista. Rileggere Jauss oggi significa recuperare uno spazio critico in cui l'estetico si lega all'etico e al politico senza rinunciare alla propria autonomia, indicando nella partecipazione critica e nel giudizio condiviso una risposta alle sfide della comunicazione letteraria contemporanea, dall'industria culturale transmediale alla proliferazione del finzionale digitale.
Jauss, Hans Robert (ovvero la necessità di un’apologia dell’esperienza estetica)
Roberto Talamo
2026-01-01
Abstract
Il saggio esamina il pensiero di Hans Robert Jauss con l'obiettivo di recuperarne una dimensione spesso trascurata rispetto alla più nota estetica della ricezione: l'apologia dell'esperienza estetica. Si ripercorrono le cinque tesi principali dell' "Apologia dell'esperienza estetica" (1972) di Jauss, mostrando come lo studioso tedesco difenda l'inscindibilità tra godimento ricettivo e riflessione critica, e come il piacere estetico (a differenza del piacere sensuale) apra il soggetto alla distanza dal sé e all'intersoggettività. Contro le letture ideologiche e riduzionistiche della letteratura e contro la cancel culture contemporanea, si sottolinea la rilevanza attuale del modello jaussiano, che propone un'esperienza dell'arte capace di coniugare piacere e comprensione, dimensione individuale e prassi sociale. Il saggio analizza inoltre il breve scritto del 1994 "Ad Dogmaticos. Piccola apologia dell'ermeneutica letteraria", in cui Jauss ribadisce il valore insostituibile dell'ermeneutica come pratica del riconoscimento dell'altro, irriducibile a qualsiasi superamento decostruzionista. Rileggere Jauss oggi significa recuperare uno spazio critico in cui l'estetico si lega all'etico e al politico senza rinunciare alla propria autonomia, indicando nella partecipazione critica e nel giudizio condiviso una risposta alle sfide della comunicazione letteraria contemporanea, dall'industria culturale transmediale alla proliferazione del finzionale digitale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
