Il saggio indaga la quinta rivoluzione digitale come soglia in cui i nomi antichi (scuola, educazione, lavoro, relazione) rischiano di ridursi a etichette operative di sistemi computazionali. Contro il doppio errore del realismo ingenuo del dato e del nominalismo cinico, si propone un realismo critico del segno. La relazione educativa è ripensata come asintonia feconda tra un magis che eccede nell’esperienza e un minus che eccede nel possibile: il docente diviene curatore di mondi, cartografo e chorēgos di tempi e prove, restituendo alla valutazione il suo carattere prudenziale e narrativo. In chiave pratico-progettuale, il testo articola un prontuario di forme: patti di reciprocità algoritmica e data commons; codesign curriculare; pedagogia della traduzione e del dubbio.
La rosa e l’algoritmo. La quinta rivoluzione digitale tra nomi, mappe e mondi possibili
Angela Arsena
2026-01-01
Abstract
Il saggio indaga la quinta rivoluzione digitale come soglia in cui i nomi antichi (scuola, educazione, lavoro, relazione) rischiano di ridursi a etichette operative di sistemi computazionali. Contro il doppio errore del realismo ingenuo del dato e del nominalismo cinico, si propone un realismo critico del segno. La relazione educativa è ripensata come asintonia feconda tra un magis che eccede nell’esperienza e un minus che eccede nel possibile: il docente diviene curatore di mondi, cartografo e chorēgos di tempi e prove, restituendo alla valutazione il suo carattere prudenziale e narrativo. In chiave pratico-progettuale, il testo articola un prontuario di forme: patti di reciprocità algoritmica e data commons; codesign curriculare; pedagogia della traduzione e del dubbio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
