Sulla scia degli eventi elettorali precedentemente descritti, l’ordinamento israeliano ha inaugurato il 3 giugno, a pochi minuti dalla scadenza, una delle coalizioni di Governo più insolite ed eterogenee del panorama internazionale. Ribattezzata da molti osservatori coalizione “rak lo Bibi”, letteralmente: “basta che non ci sia Bibi”, il nuovo perimetro di maggioranza spazia in effetti dall’estrema destra che sostiene le colonie alla sinistra pacifista, e conta perfino sul sostegno (senza precedenti) di un partito islamista eletto dai palestinesi di Israele. L’unico elemento che sembra accomunare queste forze politiche è l’ardente desiderio di liberarsi di Benjamin “Bibi” Netanyahu, della sua presenza fortemente divisiva e dei suoi guai giudiziari. Il leader del Likud ha dunque perso il potere dopo dodici anni consecutivi di Governo ed una presenza complessiva alla guida del Paese più lunga di quella del fondatore dello Stato, David Ben Gurion. All’opposizione, insieme a Netanyahu, si posizionano ora i partiti ultraortodossi, Shas e UTJ e la formazione di estrema destra HaTzionut Hadatit, nota per molte posizioni razziste, omofobe e antiarabe.

I primi passi dell’insolita coalizione “rak lo Bibi”

Enrico Campelli
2021-01-01

Abstract

Sulla scia degli eventi elettorali precedentemente descritti, l’ordinamento israeliano ha inaugurato il 3 giugno, a pochi minuti dalla scadenza, una delle coalizioni di Governo più insolite ed eterogenee del panorama internazionale. Ribattezzata da molti osservatori coalizione “rak lo Bibi”, letteralmente: “basta che non ci sia Bibi”, il nuovo perimetro di maggioranza spazia in effetti dall’estrema destra che sostiene le colonie alla sinistra pacifista, e conta perfino sul sostegno (senza precedenti) di un partito islamista eletto dai palestinesi di Israele. L’unico elemento che sembra accomunare queste forze politiche è l’ardente desiderio di liberarsi di Benjamin “Bibi” Netanyahu, della sua presenza fortemente divisiva e dei suoi guai giudiziari. Il leader del Likud ha dunque perso il potere dopo dodici anni consecutivi di Governo ed una presenza complessiva alla guida del Paese più lunga di quella del fondatore dello Stato, David Ben Gurion. All’opposizione, insieme a Netanyahu, si posizionano ora i partiti ultraortodossi, Shas e UTJ e la formazione di estrema destra HaTzionut Hadatit, nota per molte posizioni razziste, omofobe e antiarabe.
2021
Israele
Costituzionalismo
Democrazie etniche
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12607/80050
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