Nel campo dell’educazione all’infanzia, la narrazione è un potente strumento pedagogico il cui significato va oltre il semplice intrattenimento, svolgendo un ruolo centrale nello sviluppo complessivo del bambino. Da un lato, funge da catalizzatore per la crescita cognitiva ed emotiva, migliorando la capacità di comprendere, elaborare e regolare le proprie esperienze interiori. Dall’altro, serve come mezzo per acquisire competenze interculturali, in un’epoca caratterizzata da crescente complessità sociale. Sotto il profilo pedagogico, di conseguenza, è importante percepire i metodi narrativi non solo come strumenti confinati all’interno di contesti educativi formali, ma come dispositivi ecologici complessi, in grado di estendere la loro influenza a vari livelli relazionali: tra bambini, tra bambini e educatori/insegnanti e tra educatori/insegnanti e famiglie. Il presente articolo si pone due obiettivi: in primo luogo, sottolineare l’importanza della narrazione come strumento per lo sviluppo di competenze interculturali; in secondo luogo, delineare modi pratici, creativi e fantasiosi con cui la narrazione può motivare e facilitare il coinvolgimento attivo della famiglia nel processo pedagogico. Tra le varie forme narrative, i libri illustrati, in particolare i silent book, quelli senza parole, sono tra gli strumenti più efficaci per la fascia 0-6.
La narrazione come ponte interculturale: albi illustrati e silent book per l’inclusione e la partecipazione nel contesto 0-6
Michela Baldini
;
2025-01-01
Abstract
Nel campo dell’educazione all’infanzia, la narrazione è un potente strumento pedagogico il cui significato va oltre il semplice intrattenimento, svolgendo un ruolo centrale nello sviluppo complessivo del bambino. Da un lato, funge da catalizzatore per la crescita cognitiva ed emotiva, migliorando la capacità di comprendere, elaborare e regolare le proprie esperienze interiori. Dall’altro, serve come mezzo per acquisire competenze interculturali, in un’epoca caratterizzata da crescente complessità sociale. Sotto il profilo pedagogico, di conseguenza, è importante percepire i metodi narrativi non solo come strumenti confinati all’interno di contesti educativi formali, ma come dispositivi ecologici complessi, in grado di estendere la loro influenza a vari livelli relazionali: tra bambini, tra bambini e educatori/insegnanti e tra educatori/insegnanti e famiglie. Il presente articolo si pone due obiettivi: in primo luogo, sottolineare l’importanza della narrazione come strumento per lo sviluppo di competenze interculturali; in secondo luogo, delineare modi pratici, creativi e fantasiosi con cui la narrazione può motivare e facilitare il coinvolgimento attivo della famiglia nel processo pedagogico. Tra le varie forme narrative, i libri illustrati, in particolare i silent book, quelli senza parole, sono tra gli strumenti più efficaci per la fascia 0-6.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
