Il contributo ricostruisce l’evoluzione della trasparenza informativa nel diritto europeo dell’insolvenza. Muovendo dal sistema di interconnessione dei registri delle procedure d’insolvenza (IRI) disegnato dagli artt. 24-27 del regolamento (UE) 2015/848, se ne esaminano l’architettura decentrata e lo stato di attuazione, individuando tre limiti strutturali: la frammentazione dei sistemi nazionali, il riparto dei costi di adeguamento e il contenuto informativo minimo, di natura meramente pubblicitaria. Si analizza quindi il Titolo III della direttiva (UE) 2026/799, che affianca all’infrastruttura dei registri delle procedure strumenti di accesso qualificato – ai registri dei conti bancari, ai registri dei titolari effettivi e ai registri e alle banche dati nazionali – finalizzati all’individuazione e alla localizzazione dei beni dell’imprenditore insolvente. Si sostiene che la direttiva segni un mutamento di paradigma, dalla trasparenza come pubblicità della procedura d’insolvenza alla trasparenza come accesso funzionale e selettivo alle informazioni sui beni del debitore, e che tale mutamento, senza sanare i deficit di copertura dell’IRI, ne renda più urgente il completamento. Il saggio si chiude con alcune osservazioni sui rischi di interferenza con la disciplina di protezione dei dati personali, sui problemi di interoperabilità tra le banche dati coinvolte e sulle scelte che attendono il legislatore nazionale in sede di recepimento.
Insolvenza e trasparenza informativa nel diritto dell'Unione europea. Dalla pubblicità delle procedure al tracciamento dei beni
Ferraro
2026-01-01
Abstract
Il contributo ricostruisce l’evoluzione della trasparenza informativa nel diritto europeo dell’insolvenza. Muovendo dal sistema di interconnessione dei registri delle procedure d’insolvenza (IRI) disegnato dagli artt. 24-27 del regolamento (UE) 2015/848, se ne esaminano l’architettura decentrata e lo stato di attuazione, individuando tre limiti strutturali: la frammentazione dei sistemi nazionali, il riparto dei costi di adeguamento e il contenuto informativo minimo, di natura meramente pubblicitaria. Si analizza quindi il Titolo III della direttiva (UE) 2026/799, che affianca all’infrastruttura dei registri delle procedure strumenti di accesso qualificato – ai registri dei conti bancari, ai registri dei titolari effettivi e ai registri e alle banche dati nazionali – finalizzati all’individuazione e alla localizzazione dei beni dell’imprenditore insolvente. Si sostiene che la direttiva segni un mutamento di paradigma, dalla trasparenza come pubblicità della procedura d’insolvenza alla trasparenza come accesso funzionale e selettivo alle informazioni sui beni del debitore, e che tale mutamento, senza sanare i deficit di copertura dell’IRI, ne renda più urgente il completamento. Il saggio si chiude con alcune osservazioni sui rischi di interferenza con la disciplina di protezione dei dati personali, sui problemi di interoperabilità tra le banche dati coinvolte e sulle scelte che attendono il legislatore nazionale in sede di recepimento.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
